Progetto “Dalla parte delle Bambine”: formare le comunità educative per prevenire la violenza di genere fin dall’infanzia

Prevenire la violenza di genere significa iniziare molto prima che la violenza si manifesti. Significa lavorare sull’educazione, sugli stereotipi e sui modelli relazionali che bambine e bambini interiorizzano fin dai primi anni di vita.

Con il progetto Dalla Parte delle Bambine, avviato a fine 2024 grazie al contributo di tante persone sostenitrici della nostra Associazione e della Fondazione di Comunità Milano, vogliamo sostenere le persone minorenni vittime di gravi maltrattamenti e abusi accolte nelle nostre comunità residenziali. L’obiettivo è aiutarle a riconoscere la negatività dei comportamenti di indifferenza o accettazione della violenza domestica e ridurre il rischio che, una volta adulte, possano subire o reiterare altre forme di violenza.

Il progetto prevede interventi di sensibilizzazione e psico-educazione condotti da professioniste e professionisti altamente qualificati nella pedagogia di genere, rivolti sia a minori in condizione di fragilità provenienti da contesti violenti sia alle figure educative che le e li accompagnano quotidianamente nel loro percorso di crescita.


La formazione per le figure educative

Tra le azioni realizzate nel 2025, è stato avviato un percorso di formazione dedicato al personale educativo delle comunità 3–12 anni, guidato da Alessia Dulbecco, pedagogista, formatrice e scrittrice specializzata in DE&I (diversity, equity, inclusion).

Dopo oltre dieci anni di attività nei Centri Antiviolenza tra Liguria e Toscana, Dulbecco oggi conduce percorsi formativi e laboratori in scuole, aziende e associazioni con l’obiettivo di contrastare le discriminazioni. Scrive inoltre per diverse testate culturali, tra cui The Italian Review, L’Indiscreto, Il Tascabile, The Vision e La Revue Dessinée. Nel 2023 ha pubblicato Si è sempre fatto così. Spunti per una pedagogia di genere (Edizioni Tlon).

Il percorso formativo ha coinvolto 21 educatrici ed educatori e 3 persone coordinatrici delle comunità per minori tra i 3 e i 12 anni. Ogni incontro è stato replicato su due turni, per permettere a tutte le persone del personale di partecipare compatibilmente con gli orari di servizio.


Comprendere e decostruire gli stereotipi

La violenza non nasce “all’improvviso” in età adulta: spesso affonda le proprie radici in messaggi e modelli relazionali appresi durante l’infanzia. Per questo la comunità educativa svolge un ruolo fondamentale. Offrire a bambine e bambini spazi liberi da stereotipi significa ridurre il rischio che crescano interiorizzando relazioni diseguali o modelli di potere asimmetrici.

La formazione ha affrontato alcuni temi centrali:

  • cosa sono gli stereotipi di genere e come influenzano emozioni e sviluppo di bambine e bambini
  • il passaggio dagli stereotipi alla violenza di genere, con le principali caratteristiche e conseguenze
  • gli effetti degli stereotipi nelle scelte formative, le cosiddette “gabbie di genere”

 

Un percorso partecipato e pratico

Gli incontri hanno alternato momenti teorici e attività esperienziali, attraverso una metodologia partecipativa che ha incluso:

  • esercizi rompighiaccio e momenti di riflessione personale
  • esercitazioni pratiche
  • discussione di casi studio
  • lavoro collaborativo per la creazione di strumenti educativi condivisi

Da questo lavoro è nato anche un toolkit operativo, costruito direttamente dalle persone partecipanti e successivamente rielaborato dalla formatrice in un documento che diventerà una risorsa utile per l’attività educativa quotidiana.


Un impegno che riguarda tutte e tutti

La pedagogia non è soltanto una disciplina legata all’infanzia: è uno strumento potente di trasformazione sociale. Le scelte educative influenzano il futuro di bambine e bambini, ma anche il mondo del lavoro, l’economia e la giustizia sociale.

Per questo la formatrice ha voluto lasciare anche un contenuto video che condividiamo oltre i confini della nostra organizzazione. Perché ogni persona adulta è, consapevolmente o meno, un’agente educativa: nelle parole, nei gesti e nei modelli che trasmette.

Ed è proprio da qui che può iniziare il cambiamento.
Ognuna e ognuno di noi può fare la differenza.

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17 gennaio – MARINA PIERRI
La studiosa di narratologia, specializzata nell’analisi della rappresentazione femminile, ha avviato con i ragazzi e le ragazze che accogliamo in Comunità una riflessione critica sulle storie che fruiscono attraverso libri, film, serie TV e videogiochi, rivolgendo particolare attenzione alla rappresentazione degli stereotipi di genere in esse contenuti. VAI ALLA NEWS DEDICATA >>

7 febbraio –  CATHY LA TORRE, alias @avvocathy
L’avvocata e attivista per i diritti umani e civili più famosa di Instagram ha parlato con i nostri ragazzi e le nostre ragazze di violenza di genere fuori e dentro al web, di come riconoscerla anche nelle sue sfumature più sottili e di tutti i relativi risvolti legali. VAI ALLA NEWS DEDICATA >>

28 marzo – IRENE FACHERIS
Incontro molto interessante e stimolante in cui la formatrice e attivista ha invitato i nostri ragazzi e le nostre ragazze a partecipare attivamente ad un lavoro di gruppo per riflettere insieme sulle tematiche legate alla parità di genereVAI ALLA NEWS DEDICATA >>

21 maggio – LORENZO GASPARRINI
Un confronto molto partecipato con il noto filosofo femminista, che ha condiviso con i nostri ragazzi e le nostre ragazze esempi concreti e quotidiani per aiutarli a riconoscere quelle dinamiche spesso invisibili, ma profondamente radicate, che generano effetti discriminatori e oppressivi su giovani di ogni genere. VAI ALLA NEWS DEDICATA >>

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